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NATALE A PADOVA

scritto da Michela Celeghin il . Pubblicato in Archivio Eventi, Eventi

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NATALE A PADOVA

Il Natale accende le sue luci su Padova. In concomitanza con il Black Friday i più bei palazzi della città si vestiranno di luce per dare l’avvio al periodo delle festività.

I balconi di Palazzo della Ragione, la Torre degli Anziani, Palazzo Moroni, la Loggia Amulea, i sei alberi di Piazza Garibaldi sono stati decorati con luminarie in tema total white.

Palazzo del Capitanio, palazzo dei Camerlenghi (lato Piazza dei Signori) e palazzo della Ragione (lato Piazza dei Frutti) risplendono poi grazie a particolari effetti luminosi che verranno proiettati sulle loro facciate.

Porta Portello, porta Savonarola, porta San Giovanni, porta Molino e porta Ponte Corvo sono illuminate invece con bagni di luce colorata. 

 Prato della Valle diventa il grande protagonista del Natale padovano con le sue fontane danzanti, giochi di acqua, fuoco, musica e luce che dal 6 al 12 dicembre potranno essere ammirati sul lato nord della piazza alle 18.30, 19.30 e 21.30.

In Piazza Cavour è stata installata una gigantesca sfera di luce, dove i visitatori potranno entrare e scattare selfie e foto ricordo.

Una grande novità di quest’anno è stata riservata a via Santa Lucia che dal 2 dicembre si trasformerà in Christmas Street, un percorso scenografico creato da una perfetta sincronia di luci e musica, con tanto di romantica nevicata che nei giorni feriali alle 17, alle 18 e alle 19 scandirà il pomeriggio con uno spettacolo di sicuro impatto.

Piazza Eremitani sarà dedicato alle famiglie dove verrà allestito il Villaggio di Babbo Natale.

Pista di pattinaggio, due antiche giostre e il mercatino di prodotti tipici e golosità accoglieranno i baby visitatori e l’8 dicembre faranno da scenografia per l’attesissimo arrivo di Babbo Natale che percorrerà le vie del centro storico con il suo bus e con i suoi piccoli aiutanti per incontrare i bambini e ricevere le loro lettere dei desideri.

Per un mese sarà sempre Natale! Spettacoli fissi o itineranti, giocolieri, cori gospel e babbi Natale sui trampoli, ma anche laboratori creativi, mercatini e intrattenimento.

Il programma dettagliato lo potete consultare sul sito internet officiale di Natale a Padova

http://nataleapadova.it/

Prenotate la vostra vacanza, Padova e l’Hotel Grand’Italia vi aspettano!

 

 

PADOVA GLI EVENTI DA NON PERDERE

scritto da Michela Celeghin il . Pubblicato in Eventi, Offerte Speciali

 

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Padova città dai mille volti, sempre in fermento, ricca di storia e bellezza, aulica nel suo quotidiano, frizzante dall’aperitivo fino a tarda notte. Ecco gli eventi che si terranno questa settimana in città!

LUNEDI’ 05 DICEMBRE

  • Auditorium Pollini ore 20.15, Amici della musica di Padova, quartetto, archi e pianoforte.

MARTEDì 06 DICEMBRE

  • Teatro Verdi ore 19.00, Lezione di storia, Il balcone di Manet e la morale borghese. Con Alberto Mario Banti.

Mercoledì 07 DICEMBRE

  • Piccolo Teatro ore 17.30, Madama Butterfly. Dal Teatro alla Scala di Milano in diretta satellite.

Giovedì 08 DICEMBRE

  • Padova Fiere per tutto il week-end Festival dell’Oriente spettacoli, suoni e gastronomia del lontano oriente.
  • MUSME Museo di Storia della Medicina ore 10-12 e 15-17, Sperimentando al musme, laboratori e percorso guidato.
  • Cinema Teatro Esperia ore 21.00, Suoni di Autunno, orchestra Giovanile del Veneto e Massimo Scattolin, chitarrista.

VENERDì 09 DICEMBRE

  • MUSME Museo di Storia della Medicina ore 10-12 e 15-17, Sperimentando al musme, laboratori e percorso guidato.

Sabato 10 DICEMBRE

  • Gran Teatro Geox ore 21.30, Il Marchese del Grillo, la commedia musicale tratta della sceneggiatura del film di Monicelli.

Domenica 11 DICEMBRE

  • Porta Molino ore 9.30-12.30, Gira le mura da porta Molino al Castello
  • Palazzo Zacco Armeni ore 16.00, concerti dell’Agimus di Padova
  • Teatro Verdi ore 16.00, stagione di prosa Zocotoco srl presenta The Pride.
  • Gran Teatro Geox ore 18.00, Il marchese del Grillo
  • Musei Civici Eremitani ore 16.00, “Weekend al Museo” Tra le facce della moneta: dall’Euro alla Lira

 

MOSTRE

L’Impressionismo di Zandomeneghi Palazzo Zabarella fino al 29 gennaio 2017.

Dinosauri. I giganti dall’Argentina Centro Culturale San Gaetano fino al 26 febbraio 2017.

Imago oculi Canaletto e la visone di Prato della Valle, palazzo angeli fino al 23 gennaio 2017.

Pietro Chevalier, Vedute di Padova e del Veneto dell’Ottocento Musei Civici degli Eremitani fino al 26 febbraio 2017.

“CAPPELLA DEGLI SCROVEGNI”, IL CAPOLAVORO DI GIOTTO A PADOVA

scritto da Michela Celeghin il . Pubblicato in Eventi

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La Cappella intitolata a Santa Maria della Carità, affrescata tra il 1303 e il 1305 da Giotto su incarico di Enrico degli Scrovegni costituisce uno dei massimi capolavori dell’arte occidentale. La narrazione ricopre interamente le pareti con le storie della Vergine e di Cristo, mentre nella contro-facciata è dipinto il grandioso Giudizio Universale, con il quale si conclude la vicenda della salvazione umana.

L’edificio era originariamente collegato al palazzo di famiglia, fatto erigere dopo il 1300, seguendo il tracciato ellittico dei resti dell’arena romana.
Da quando, nel 1880, la Cappella è stata acquisita dalla città di Padova, gli affreschi sono stati continuamente oggetto di particolari attenzioni e, nell’Ottocento e nel Novecento, sono stati compiuti svariati interventi conservativi. Dagli anni settanta fino ai giorni nostri, grazie alla stretta collaborazione tra Amministrazione locale, Soprintendenze e Istituto Centrale per il Restauro, sono stati compiuti accurati studi e monitoraggi sullo stato dell’edificio, sulla qualità dell’aria, sui fattori inquinanti, sullo stato di conservazione delle pitture. La costruzione del nuovo corpo di accesso, unitamente all’installazione di un impianto di trattamento dell’aria, permette di gestire il forte flusso dei visitatori in modo tale da non pregiudicare la conservazione degli affreschi.

SALA MULTIMEDIALE

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Il percorso conoscitivo propone sette postazioni multimediali, utili alla conoscenza degli affreschi della Cappella e del contesto storico artistico in cui Giotto ha operato.Mediante l’utilizzo di più mezzi di comunicazione (immagini, suoni, testi parlati, ricostruzioni reali e virtuali) il visitatore diventa protagonista.Utilizzando gli strumenti informatici che sono messi a disposizione, entrando in spazi fisicamente ricostruiti, alternando così momenti di fruizione “passiva” ad altri in cui può attivamente intervenire, l’utente può entrare nell’arte giottesca, comprendere il contesto in cui è maturata, approfondire tematiche a suo piacimento per arrivare a godere la visita del capolavoro giottesco emotivamente e cognitivamente preparato.Il percorso libero dura circa  30 minuti.

L’hotel Grand’Italia si trova solo a 500 metri dalla Cappella degli Scrovegni e dal Museo degli Eremitani.

Prenotate con noi e troverete le migliori tariffe disponibili.

L’orto Botanico del 1545

scritto da Michela Celeghin il . Pubblicato in Eventi

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L’Orto botanico di Padova fu istituito nel 1545 per la coltivazione delle piante medicinali, che allora costituivano la grande maggioranza dei “semplici”, cioè di quei medicamenti che provenivano direttamente dalla natura. Proprio per questa ragione i primi orti botanici vennero denominati “giardini dei semplici” ovvero horti simplicium.

In quel tempo era già consolidata la fama dell’Ateneo padovano nello studio delle piante, soprattutto come applicazioni della scienza medica e farmacologica: qui infatti venivano lette e commentate le opere botaniche di Aristotele e di Tefrasto; sempre qui tra gli altri avevano studiato Alberto Magno di Laningen (1193-1280), considerato il più grande cultore della materia dopo Aristotele, e Pietro D’Abano (1253-1316), che aveva tradotto in latino la terapeutica greca di Galeno.

Nell’epoca in cui l’Orto fu fondato regnava grande incertezza circa l’identificazione delle piante usate in terapia dai celebri medici dell’antichità: frequenti erano gli errori e anche le frodi, con grave danno per la salute pubblica. L’istituzione di un horto medicinale, sollecitata da Francesco Bonafede che allora ricopriva la cattedra di “lettura dei semplici”, avrebbe permesso agli studenti un più facile riconoscimento delle vere piante medicinali dalle sofisticazioni. Per questo scopo il primo “custode” dell’Orto, Luigi Squalermo detto Anguillara, vi fece introdurre e coltivare un gran numero di specie (circa 1800).

L’Orto, per la rarità dei vegetali contenuti e per il prezzo dei medicamenti da essi ricavati, era oggetto di continui furti notturni, nonostante le gravi pene previste per chi avesse arrecato danni (multe, carcere ed esilio). Venne quindi ben presto costruito un muro di recinzione circolare (da cui anche i nomi di hortus sphaericushortus cinctus e hortus conclusus).

L’Orto era continuamente arricchito di piante provenienti da varie parti del mondo, specialmente dai paesi dove la Repubblica di Venezia aveva possedimenti o scambi commerciali; proprio per questa ragione Padova ha avuto un posto preminente nell’introduzione e nello studio di molte specie esotiche.

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