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Dove l' eleganza liberty incontra il comfort

CARNEVALE A VENEZIA 2017

scritto da Michela Celeghin il . Pubblicato in Eventi, Senza categoria

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Si svolgerà a Venezia dal 11 al 28 febbraio il carnevale più bello e suggestivo del Mondo.

Durante questi giorni i grandi palazzi accoglieranno le più sfarzose ed esclusive feste in maschera. Eventi esclusivi e di grande pregio storico e artistico dove eleganza e stile si fondono nella trasgressione.

Camuffare la propria identità, trasgredire le regole, superare i vincoli sociali e religiosi era un richiamo irresistibile per coloro che volevano esibirsi in sontuosi costumi, nascondersi e rivelarsi seguendo l’ispirazione del momento.
Con atmosfere e luoghi differenti, il Carnevale è tornato ad essere una grande festa popolare, nella quale maschere e turisti si disseminano per calli e campielli, la città tutta è attraversata da uno spirito festoso, nei campi risuonano le note dei concerti live, artisti di strada e gruppi musicali si esibiscono spontaneamente negli angoli di maggiore passaggio.

La cornice centrale di ogni spettacolo è naturalmente Piazza San Marco. Qui si può assistere ai molti eventi che arricchiscono il programma ogni anno, quali il Volo dell’Angelo, in cui un ospite segreto coraggiosamente spicca il volo dalla Torre del Campanile, o la storica Parata del Doge, o l’arrivo del corteo della Festa delle Marie. Questa festa, rinata nel 1999, rievoca l’omaggio che il Doge faceva a dodici fanciulle di umili origini, dotandole della dote per il matrimonio. Alle dodici Marie si accompagnano gruppi carnevaleschi tradizionali, sbandieratori, musicisti e partecipanti tutti in vestito d’epoca, che iniziano il cammino da San Pietro di Castello e arrivano in Piazza San Marco. Il giorno dopo, dalla sfilata delle fanciulle viene scelta la più bella, la “Maria dell’Anno”.
Naturalmente le feste più ambite sono quelle che si svolgono nei palazzi, ricchi di arredi e atmosfere di un tempo che sembra essersi fermato, ambienti adatti a rievocare la magia di gala sontuosi e raffinati, degli sfarzosi balli in maschera, dove è naturalmente d’obbligo il costume d’epoca.

In soli 20 minuti di treno dal nostro hotel, potrete raggiungere la romantica Venezia e vivere la magia del più bel spettacolo a cielo aperto d’Italia.

Prenotate il soggiorno all’Hotel Grand’Italia e al vostro relax ci pensiamo noi!

 

Cliccate qui per vedere il programma completo del Carnevale di Venezia: http://www.carnevale.venezia.it/it/

Fonte: Oltrex, Carnevale di Venezia

“CAPPELLA DEGLI SCROVEGNI”, IL CAPOLAVORO DI GIOTTO A PADOVA

scritto da Michela Celeghin il . Pubblicato in Eventi

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La Cappella intitolata a Santa Maria della Carità, affrescata tra il 1303 e il 1305 da Giotto su incarico di Enrico degli Scrovegni costituisce uno dei massimi capolavori dell’arte occidentale. La narrazione ricopre interamente le pareti con le storie della Vergine e di Cristo, mentre nella contro-facciata è dipinto il grandioso Giudizio Universale, con il quale si conclude la vicenda della salvazione umana.

L’edificio era originariamente collegato al palazzo di famiglia, fatto erigere dopo il 1300, seguendo il tracciato ellittico dei resti dell’arena romana.
Da quando, nel 1880, la Cappella è stata acquisita dalla città di Padova, gli affreschi sono stati continuamente oggetto di particolari attenzioni e, nell’Ottocento e nel Novecento, sono stati compiuti svariati interventi conservativi. Dagli anni settanta fino ai giorni nostri, grazie alla stretta collaborazione tra Amministrazione locale, Soprintendenze e Istituto Centrale per il Restauro, sono stati compiuti accurati studi e monitoraggi sullo stato dell’edificio, sulla qualità dell’aria, sui fattori inquinanti, sullo stato di conservazione delle pitture. La costruzione del nuovo corpo di accesso, unitamente all’installazione di un impianto di trattamento dell’aria, permette di gestire il forte flusso dei visitatori in modo tale da non pregiudicare la conservazione degli affreschi.

SALA MULTIMEDIALE

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Il percorso conoscitivo propone sette postazioni multimediali, utili alla conoscenza degli affreschi della Cappella e del contesto storico artistico in cui Giotto ha operato.Mediante l’utilizzo di più mezzi di comunicazione (immagini, suoni, testi parlati, ricostruzioni reali e virtuali) il visitatore diventa protagonista.Utilizzando gli strumenti informatici che sono messi a disposizione, entrando in spazi fisicamente ricostruiti, alternando così momenti di fruizione “passiva” ad altri in cui può attivamente intervenire, l’utente può entrare nell’arte giottesca, comprendere il contesto in cui è maturata, approfondire tematiche a suo piacimento per arrivare a godere la visita del capolavoro giottesco emotivamente e cognitivamente preparato.Il percorso libero dura circa  30 minuti.

L’hotel Grand’Italia si trova solo a 500 metri dalla Cappella degli Scrovegni e dal Museo degli Eremitani.

Prenotate con noi e troverete le migliori tariffe disponibili.

L’orto Botanico del 1545

scritto da Michela Celeghin il . Pubblicato in Eventi

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L’Orto botanico di Padova fu istituito nel 1545 per la coltivazione delle piante medicinali, che allora costituivano la grande maggioranza dei “semplici”, cioè di quei medicamenti che provenivano direttamente dalla natura. Proprio per questa ragione i primi orti botanici vennero denominati “giardini dei semplici” ovvero horti simplicium.

In quel tempo era già consolidata la fama dell’Ateneo padovano nello studio delle piante, soprattutto come applicazioni della scienza medica e farmacologica: qui infatti venivano lette e commentate le opere botaniche di Aristotele e di Tefrasto; sempre qui tra gli altri avevano studiato Alberto Magno di Laningen (1193-1280), considerato il più grande cultore della materia dopo Aristotele, e Pietro D’Abano (1253-1316), che aveva tradotto in latino la terapeutica greca di Galeno.

Nell’epoca in cui l’Orto fu fondato regnava grande incertezza circa l’identificazione delle piante usate in terapia dai celebri medici dell’antichità: frequenti erano gli errori e anche le frodi, con grave danno per la salute pubblica. L’istituzione di un horto medicinale, sollecitata da Francesco Bonafede che allora ricopriva la cattedra di “lettura dei semplici”, avrebbe permesso agli studenti un più facile riconoscimento delle vere piante medicinali dalle sofisticazioni. Per questo scopo il primo “custode” dell’Orto, Luigi Squalermo detto Anguillara, vi fece introdurre e coltivare un gran numero di specie (circa 1800).

L’Orto, per la rarità dei vegetali contenuti e per il prezzo dei medicamenti da essi ricavati, era oggetto di continui furti notturni, nonostante le gravi pene previste per chi avesse arrecato danni (multe, carcere ed esilio). Venne quindi ben presto costruito un muro di recinzione circolare (da cui anche i nomi di hortus sphaericushortus cinctus e hortus conclusus).

L’Orto era continuamente arricchito di piante provenienti da varie parti del mondo, specialmente dai paesi dove la Repubblica di Venezia aveva possedimenti o scambi commerciali; proprio per questa ragione Padova ha avuto un posto preminente nell’introduzione e nello studio di molte specie esotiche.

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